BANCA INTERMOBILIARE DI INVESTIMENTI E GESTIONI S.p.A.

Report mensile sui mercati

10 settembre 2019

Settembre 2019

Monthly News - Banca Intermobiliare

Dopo un’estate turbolenta, settembre è iniziato all’insegna della propensione al rischio, con performance generalmente positive sui mercati degli asset rischiosi, che in molti casi sono tornati a livelli prossimi ai massimi dell’anno.

Mentre il flusso di dati macroeconomici è rimasto contrastato, il contributo principale è arrivato dalla riduzione del rischio politico, ora che USA e Cina sembrano aver ripreso i contatti per riavviare i negoziati commerciali, il nuovo Governo italiano è stato formato in chiave market-friendly, il rischio di hard Brexit sembra in diminuzione ed il picco delle tensioni sociali ad Hong Kong potrebbe essere stato superato.

Per quanto contrastato, il recente flusso di dati sembra confermare che lo scenario macroeconomico globale continua ad essere mediocre ma relativamente stabile. La crescita mondiale sta scivolando sotto il ritmo annuo del 2,5% ma è nella parte bassa dell’intervallo prevalente negli ultimi 6 anni. Mentre la spesa per consumi è più solida, beneficiando maggiormente del continuo stimolo di policy, il settore industriale rimane all’epicentro della crisi e la crescita della produzione industriale è prossima a zero, ai minimi raggiunti nei rallentamenti ciclici del 2015/2016 e 2012/2013. L’economia USA sta sovraperformando, mentre l’Europa sembra stabilizzarsi ai bassi livelli del primo semestre e le previsioni di crescita dei Paesi Emergenti stanno venendo nuovamente tagliate. Il rapporto tra i fattori di rischio rimane saldamente al ribasso ed un miglioramento prima della fine dell’anno appare poco probabile.

Le tensioni commerciali rimangono il principale fattore di rischio per lo scenario macroeconomico e di mercato. In primo luogo, continuano a produrre un impatto persistente negativo sull’attività economica e vi sono ora segnali che la debolezza dei settori più colpiti comincia a contagiare il settore dei servizi, il mercato del lavoro e l’economia USA, mentre l’economia globale si trova in una fase di rallentamento di metà ciclo. L’episodio di avversione al rischio di agosto conferma inoltre che sono in grado di prevalere sullo «scudo di policy», a giudicare dalla disordinata chiusura di molti «carry trades» più esposti alla crescita economica ed al nuovo taglio delle aspettative di crescita per la Cina.

Con le Banche Centrali chiaramente espansive ed una crescente discussione sull’opportunità di affiancare alla politica monetaria un maggior stimolo fiscale, soprattutto in Europa, lo «scudo» di politica economica continua ad essere rafforzato, ma il rischio di errori di policy è in aumento. In particolare, i mercati finanziari prezzano un livello di stimolo monetario che difficilmente si concretizzerà a meno di una recessione economica e la recente retorica di alcune Banche Centrali sembra segnalare una minore urgenza ad intervenire. Il vertice della BCE di settembre sarà un importante test a riguardo. Le recenti iniziative della Casa Bianca, inoltre, segnalano che il rischio di iniziative di politica economica non convenzionali è in rapido aumento.

La prospettiva di un lungo periodo di crescita economica globale bassa senza pressioni inflazionistiche con politiche monetarie espansive non è necessariamente negativa per i mercati degli asset rischiosi, ma la maggior vulnerabilità dei Paesi Emergenti alle tensioni commerciali suggerisce di guardare ai Paesi Sviluppati.

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