BANCA INTERMOBILIARE DI INVESTIMENTI E GESTIONI S.p.A.

Report mensile sui mercati

02 maggio 2019

Maggio 2019

Monthly News - Banca Intermobiliare

Dati macroeconomici generalmente migliori delle attese, retorica ancora accomodante delle Banche Centrali e trimestrali migliori del previsto hanno sostenuto la propensione al rischio ed i mercati degli asset rischiosi anche nel mese di aprile. L’S&P 500 ha testato nuovi massimi storici per la prima volta dallo scorso settembre, mentre i rendimenti obbligazionari sono rimasti nella parte bassa da inizio anno, con quello decennale sui Treasuries intorno al 2,5% e quello del Bund intorno a zero. Gli asset rischiosi USA, non solo l’equity ma anche il US$ ed il credito, hanno generalmente sovraperformato quelli del resto del mondo, mentre i persistenti timori di carenza di offerta, conseguenza anche delle decisioni americane di politica estera, hanno spinto il petrolio ai livelli più elevati da ottobre.

Sul fronte macroeconomico, l’economia USA ha continuato nettamente a sovraperformare il resto del mondo, con il PIL del primo trimestre cresciuto ad un ritmo annualizzato del 3,2%, circa il doppio rispetto a quello dell’Eurozona. Anche la Cina è stata fonte di sorprese positive, con il PIL del primo trimestre cresciuto del 6,4% su base annua e dati in miglioramento nel settore industriale e negli investimenti fissi. Anche se l’attività economica europea è ancora lontana dal recuperare vigore, il flusso di dati è migliorato anche in quest’area, con la crescita del PIL migliore delle attese del primo trimestre, l’uscita dell’Italia dalla recessione e la debolezza che sembra essere fortemente concentrata nel settore industriale tedesco.

Lo “scudo di policy” è stato una caratteristica decisiva dello scenario di mercato dall’inizio dell’anno; mentre i segnali di miglioramento dell’economia USA e cinese sembrerebbero puntare ad un suo ridimensionamento nei prossimi mesi, il rischio che non si realizzi un’accelerazione sincronizzata della crescita economica globale e la continua debolezza delle pressioni inflazionistiche continuano a consigliare prudenza ai policymakers. La virata accomodante della politica monetaria è continuata in quasi tutti i Paesi Sviluppati, supportata dalla debolezza dell’inflazione. Anche se il vertice della Fed del primo maggio non sembra supportare le aspettative di tagli dei tassi nei prossimi due anni prezzate dai mercati obbligazionari, la Banca Centrale USA sembra a suo agio nel prolungare la pausa nel ciclo di rialzo dei tassi nell’orizzonte temporale ragionevolmente prevedibile.

Sul fronte geopolitico, mentre nei Paesi Emergenti sono tornate alcune situazioni di stress idiosincratiche (in Turchia e Argentina), i mercati attendono la scadenza del 18 maggio per la decisione della Casa Bianca sui dazi alle importazioni di auto. Al contrario gli investitori rimangono orientati ad accettare prolungati negoziati commerciali tra USA e Cina in cambio di un accordo finale di più ampio respiro, tanto più che nessuna delle due parti in causa ha un particolare interesse a far deragliare i negoziati in questa fase. In Europa, la Brexit come fattore di rischio è scivolata nel terzo trimestre e le elezioni spagnole hanno confermato lo status quo di Parlamento frammentato ad orientamento di centro-sinistra. La turbolenza politica italiana sta salendo con l’avvicinarsi delle elezioni, ma il flusso di notizie sul fronte macro è inaspettatamente migliorato, con il PIL del primo trimestre ed il PMI Manifatturiero di aprile migliori delle attese e le agenzie di rating che sembrano aver concesso il beneficio del dubbio sui conti pubblici fino all’autunno.

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